“ Carl Gustav Jung : Dee – Jay dello Spirito e della comprensione ”
E’ la sana abitudine di molti “vacanzieri” tralasciare la lettura di libri fino all’arrivo della stagione estiva ed e’ facile incrociare lo sguardo del pinco pallino qualunque o di sua moglie che con gli occhi sgranati sono in volo, con la propria sdraio, verso universi sconosciuti . Il libro che sto leggendo non e’ , ne’ un romanzo, ne’ un racconto, ma l’autore e’ ugualmente capace di proiettarmi verso un universo altrettanto sconosciuto : l’universo dell’animo umano. Mentre il Dee – Jay , dalla spiaggia, annuncia l’arrivo del prossimo pezzo musicale , Carl Gustav Jung mi parla di arte , con le parole che avrei sempre voluto ascoltare . L’idea di estrarre alcune pagine e di farvele leggere, mi e’ venuta in mente riflettendo sulla differenza fra la concezione odierna e la concezione dei nostri predecessori,( il testo e’ del 1922 ), circa il modo di comunicare attraverso le immagini e l’arte in genere. Forse, Carl Gustav Jung, non puo’ essere il portavoce della sua generazione nella sua interezza, tanto meno della mia, ma e’ talmente grande l’enfasi con cui descrive l’arte ed i suoi effetti sull’animo umano che, ad un certo punto della notte, mi viene in mente di disegnare l’emozione trasmessami da questo grande genio…










1 commenti:
bell'intervento davvero.
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